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venerdì 16 giugno 2017

RAJA YOGA: LA VIA REGIA VERSO IL RISVEGLIO SPIRITUALE DELLO YOGI SWAMIJI



Il sogno di questo progetto nasce nel vagone di terza classe del treno indiano che da un lago generato da un fiore di loto nel deserto del Rajasthan, mi ha portato nel piccolo villaggio di Seerar, alle pendici dell’Himalaya, di cui si racconta che i suoi abitanti siano sacri agli dei Shiva e a Parvati per diritto di nascita. È proprio questo luogo che 70 anni fa ha dato i natali allo yogi Swamiji, ed è tra queste montagne che Swamiji ha camminato per più di 10 anni come un monaco errante con il solo supporto di Dio… ma io Swamiji l’ho incontrato quest’inverno a Pushkar (Rajasthan), nell’antico tempio sulle rive del lago sacro conosciuto come Pushkar Meditation Temple.
Con gli occhi sorridenti, la barba lunga e la saggezza benevola di chi ha i capelli bianchi, al PMT, istituto di formazione certificato Yoga Alliance, Swamiji incontra ogni giorno viaggiatori e pellegrini da tutto il mondo con l’obiettivo di restituire allo yoga il suo significato originario di disciplina spirituale, lavorando con tenacia ed umiltà per smantellare tutte le false credenze e i limiti auto-imposti che ci derivano da una concezione materialistica dell’esistenza di stampo tutto occidentale.

“Sappiamo tutti di essere Anima, ma quanti di noi ci credono veramente?” (Swamiji) 


Come tanti altri prima di me, in 20 anni di insegnamento e nel corso di incredibili viaggi tra Pushkar, Mumbay, New York, Berlino e Rishikesh, Swamiji mi ha accompagnato in un percorso fortemente trasformativo attraverso gli aspetti sottili dello yoga e della meditazione. È quindi da un’esperienza diretta e personale e dal desiderio di condividerne i benefici con tutti coloro che lo vorranno che è nato il progetto del workshop residenziale ‘Raja Yoga: la via regia verso il Risveglio Spirituale’.
Dal 3 al 9 agosto, in un luogo di pace tra le morbide colline marchigiane – La Ragola CountryHouse & Yoga Reatreat di Ostra, in Provincia di Ancona – Swamiji guiderà un ritiro residenziale di sei giorni dalle pratiche ‘esterne’ del Bahir Yoga sino ad arrivare alle pratiche ‘interiori’ del Samyama.
Tutto il percorso – articolato quotidianamente in due classi di yoga, una camminata meditativa in silenzio al risveglio, una classe di teoria attraverso gli 8 rami dello ‘Yoga Sutra’ di Patanjali e un Satsanga (canto di mantra sacri) al tramonto – è concepito affinché ogni partecipante torni alla quotidianità in possesso di una mappa del percorso spirituale, personalizzata in base alla propria singolare esperienza e al proprio irriducibile essere.
Il workshop, in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano, è ospitato nelle attività dell’undicesima edizione del festival Nottenerawww.nottenera.it, che quest’anno si esprime sul tema della comunità.
“Spiritualità, yoga e meditazione sono decisamente linguaggi contemporanei in questo momento storico” – affermano gli organizzatori di Nottenera festival.
Continua Swamiji – “Le scritture indiane definiscono il concetto di comunità, samashthi, come un tutto complesso e aperto in opposizione al concetto di individualità, vyshti. Samashthi si basa sulla premessa che in quanto Anima siamo sostanzialmente un unico essere. Il ruolo dello yoga è proprio quello di aiutare a creare una comunità in cui l’identità di ogni membro sia costituita a partire dal sentire condiviso di essere una meravigliosa, divina unità”.


Per informazioni sul workshop contattare Valentina: valentina.fulvio@outlook.it (m. 329 6251643) e visitare http://www.nottenera.it/2017/workshop.php. 

mercoledì 30 novembre 2016

SPACE METROPOLIZ


QUANDO L'ARTE INCONTRA L'EMARGINAZIONE
di Francesca Palumbo
dal Blog La Lanterna Rossa

Sei stanco di tutto e di tutti. Vorresti ritagliarti uno spazio per te, un posto in cui star tranquillo, poter riflettere, schiarire le idee.
Stai attraversando un momento in cui vorresti staccare la spina dal mondo che ti circonda, perché questa realtà non ti si addice, ti sta stretta e non ti rappresenta più.
Hai mai pensato di andare sulla Luna? Perché no, è un posto disabitato, calmo al punto che potresti annoiarti. Non credo però che ti annoieresti lassù. C’è una vista spettacolare della Terra, così grande e variopinta, circondata dal bagliore di migliaia di stelle.

Forse pensate che stia farneticando, ma esiste un gruppo di astronauti che lo ha fatto davvero.
Un gruppo di persone che non aveva più posto sulla Terra, rifiutato da tutti e che ha perciò deciso di trasferirsi sulla Luna. Queste persone appena arrivate, si sono preoccupate di togliere la bandiera americana, conficcata nel terreno polveroso, perché la Luna è libera e non ci sono nazionalità, razze o bandiere che la identificano. È una Luna meticcia.
La cittadina in cui vivono si chiama Metropoliz ed è una città diversa da quelle a cui siamo abituati. Tutto appartiene a tutti, c’è un grande spazio comune suddiviso tra gli abitanti, ma queste divisioni più che dividere uniscono e niente appartiene a nessuno. Si sta come in una grande famiglia, dove colori, odori, cibi e tradizioni si mescolano per formare un unico insieme indistinto.

Questo pezzo di Luna sorge in un ex-salumificio abbandonato nella periferia di Roma.
Da fuori non penseresti mai che varcando la soglia di quella fabbrica sgangherata ti potresti ritrovare su un altro pianeta, ma appena entri da quel cancello un po’ arrugginito ti rendi subito conto dell’atmosfera diversa che si respira. Un’atmosfera lunare, dove ti senti più leggero sia per la minore forza di gravità, sia perché insieme le difficoltà si affrontano meglio.

Gli abitanti di Metropoliz, infatti, sulla Terra non avevano vita facile. Sono senzatetto bisognosi di un luogo in cui proteggere la propria famiglia, immigrati allontanati dalla società, comunità rom.
Alcuni di loro sono italiani, altri provengono dai luoghi più lontani e disparati dei quattro continenti:
Perù, Marocco, Santo Domingo, Ucraina, Eritrea, Romania e molti altri. È una rivendicazione dei propri diritti e un’accusa alla società odierna, che ha negato a queste persone casa, salute e lavoro.

Molti si sono interessati a questo fenomeno extraterrestre, tra cui filosofi, architetti, artisti, astrofisici, in apparenza bizzarri e più extraterrestri degli stessi metropoliziani. Ne sono nati progetti interessantissimi dal punto di vista artistico e antropologico, che hanno trasformato Metropoliz in un museo dal cuore pulsante. Il MAAM, Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz, è uno dei musei di arte contemporanea più grandi d’Italia, aperto a un pubblico che vuole provare un’esperienza cosmica. Il cancello all’ingresso è tappezzato da cassette postali di diverse forme e dimensioni e tra un cratere lunare e l’altro ci sono cartelli stradali con indicazioni strampalate: “rilassati”, “non ti fermare”, “largo agli incontri”, “via alla riflessione”. I muri sono dipinti con colori sgargianti e danno libera espressione all’arte di strada con murales dalle forme aliene.

I registi Fabrizio Boni e Giorgio De Finis hanno saputo raccontare tutto questo e anche di più in un film-documentario dal titolo Space Metropoliz, disponibile alla visione in diverse puntate sul canale YouTube. Naturalmente colpisce con quanta dedizione e tenacia i metropoliziani costruiscano
un cannocchiale e un razzo, pronto al decollo per andare sulla Luna. Lo fanno utilizzando vecchie lamiere, bidoni e materiali di riciclo trovati nella fabbrica abbandonata. Ognuno disegna il proprio progetto su carta, suggerisce soluzioni e dà il proprio contributo. Il risultato finale è magnifico e il razzo fatto di lamiere e oblò di vecchie lavatrici decollerà davvero.

Viene da chiedersi per quale motivo artisti, antropologi e decine di altre figure dalle più varie qualifiche si interessino così tanto a realizzare tali progetti in questa comunità.
In altre parole, quand’è che l’arte incontra l’emarginazione? A quale scopo?
Forse perché Metropoliz è un mondo tanto fantasioso quanto estremamente concreto. I suoi abitanti sono persone che lottano tutti i giorni per un pezzo di pane e per la sopravvivenza della loro famiglia.
Da queste persone può derivare soltanto un’arte genuina, pura, priva di fronzoli.

Un razzo è un palazzo a tanti piani, una struttura a gradoni o addirittura una città verticale, da quello che emerge nei loro progetti. I disegni sono semplici, concreti e rappresentano la realtà circostante sotto nuove forme. In un mondo che va sempre di più verso l’astrattismo, il simbolismo e il criptico, riscoprire questo tipo di arte fa bene e rasserena gli animi.
Da una parte ci sono forme astratte e simboli che ci attraggono per la loro complicatezza e perché ci spingono a trovar loro un senso e un significato, dall’altra si riscopre la purezza e la genuinità dell’arte, che ci tiene coi piedi per terra e ci riporta alle origini, quando si lottava per la sopravvivenza, si doveva trovare un riparo dalla pioggia e dal freddo e bisognava procurarsi del cibo, esattamente come fanno i metropoliziani.

Potremmo associare questo tipo di arte alle pitture rupestri, che adornano le pareti delle grotte con rappresentazioni di bestiame e scene di caccia. Un’arte così semplice eppure così densa di significato, che esprime quali sono le priorità della vita. Proprio per questo, forse, si cerca di far avvicinare l’espressione artistica alle situazioni di difficoltà ed emarginazione, non solo banalmente per far conoscere al mondo queste realtà, ma anche per un fascino suscitato da una concretezza ormai perduta nella nostra società.

Space Metropoliz è il racconto della quotidianità dura e pragmatica di una comunità multietnica e allo stesso tempo favola di una migrazione esoplanetaria alla ricerca della terra promessa. Descrive una società multiculturale che potrebbe essere quella del futuro, in una città utopica dove non ci sono confini, non c’è razzismo e non esiste il possesso. Questa semplice espressione dell’emarginazione si è fatta arte e ha generato uno dei patrimoni più belli del pianeta, o per meglio dire, dell’universo.

I preziosi spunti di riflessione, che hanno reso possibile la stesura di questo articolo, sono stati suggeriti durante l’incontro “Seminare il Futuro” del progetto regionale Tratti Tracciati tra Territori.
Vi hanno preso parte Sabrina Maggiori e Pamela Ventura, rispettivamente direttrice artistica e presidente del Festival NotteNera, che ogni anno riesce a trasformare il piccolo borgo medievale di Serra de’ Conti in scenografia magico-onirica di mostre e spettacoli d’arte contemporanea. Inoltre, le esperienze uniche e significative di Andrea Fazzini del Teatro Rebis di Macerata hanno contribuito a dipingere più distintamente l’abbraccio tra arte ed emarginazione.

giovedì 1 settembre 2016

RICORDARMI DEGLI ALBERI



Nottenera Festival si è concluso ma non alcuni progetti avviati appositamente per diventare PROCESSI come "ricordarmi degli alberi" dell'artista Giacomo Giovannetti! Grazie al suo lavoro sulle VOSTRE fotografie pervenute tramite CALL, grazie agli ALBERI che ha fatto nascere Riccardo Mezzabotta raccogliendo semi selvatici curati nel tempo in un orto invisibile di paese, grazie a voi che nella notte del 20 agosto avete preso in consegna questi giovani alberi, abbiamo intrecciato la nosta sorte con quella di ArBio Italia e della Foresta Amazzonica!

ArBio infatti si occupa di conservare e proteggere la Foresta Amazzonica in Perù nella regione di Madre de Dios curando un progetto di salvaguardia della biodiversità in quella che è una regione che viene sfruttata e distrutta per ottenere spazi dove coltivare e allevare bestiame, ma anche per estrarre risorse come oro, argento e petrolio. ArBio pensa che le risorse più preziose di quella regione siano gli alberi e gli ecosistemi in cui questi sono inseriti: gli alberi forniscono ossigeno, assorbono CO2 e permettono di controllare il clima oltre che fungere da rifugio per animali (come per esempio l’aquila harpia). ArBio ha ottenuto una concessione dal Ministero dell'Ambiente peruviano per 40 anni ed è possibile con una donazione contribuire alla salvaguardia di un albero pluricentenario.

Per chi vuole sapere di più e informarsi per come poter proteggere attivamente un Albero Amazzonico vi invitiamo a visitare il sito www.arbioitalia.org oppure scrivere a info@arbioitalia.org o telefonare al 3408051667.

Nottenera ringrazia intanto chi ha già effettuato la propria donazione e ha piantato un nuovo albero ricevuto durante il Festival Vi ricordiamo di inserire nel vostro bonifico anche la vostra mail, oppure separatamente comunicarla ad ArBio per essere contattati e informati costantemente sulla salute e la vita del vostro albero protetto.

"Ricordarmi degli alberi" non finisce qui, vogliamo continuare a raccogliere storie, foto e testimonianze di arbusti emotivi e siamo curiosi di sapere il futuro degli alberi che avete piantato. Continuate quindi a inviare le vostre testimonianze a upupa.colibri@gmail.com o a info@nottenera.it

Un grande processo creativo che unisce storie, alberi e amore vivo per la natura sta crescendo con voi. Questa è una Tenerezza Urbana! Grazie a tutti!

venerdì 26 agosto 2016

Tratti di una NotteNera di fine estate '16

Ph. Gloria Mancini

Come saprete, il progetto Tratti_ tracciati tra territori ha la sua sede operativa all’ ex-frantoio di Serra de’Conti, un borgo medievale che ha una caratteristica particolare:  da ormai due lustri, ogni fine agosto, il paese spegne l’illuminazione pubblica e attraverso la luce soffusa di piccoli led, da’ vita ad una notte illuminata d’arte.

È la NotteNera, un festival incentrato sui linguaggi contemporanei che propone per un’unica notte, immersi nel buio, una serie di spettacoli, concerti, laboratori, esperienze, mostre e installazioni…e quest’anno, tra queste ultime c’era anche la nostra!

Ri-TRATTI sonori: questo  il nome del nostro lavoro che è sbocciato a seguito del laboratorio di Sound Portraits a cura di Alessio Ballerini promosso da Nottenera all’interno del progetto TRATTI. Ve lo ricordate? Quella serie di incontri in cui il nostro maestro ci ha avvicinato al mondo del videomaking e ci ha condotto nella creazione di video emozionali nei quali il suono fosse protagonista..Ebbene, l’esito del workshop è stato presentato a Nottenera 2016 sotto forma di installazione!
5 video che girano in loop incastonati in una figura poliedrica sospesa su un ramo d’ulivo… cuffie e rumori particolari che diventano il soundtrack di volti, mani laboriose, piccoli movimenti e sguardi..ogni soggetto viene accompagnato dai suoni che contraddistinguono e caratterizzano la sua giornata.
Un ringraziamento particolare va a Rino e Angela, Vivianne, Sara, Lorenzo e Manuel, che ci hanno aiutato nel nostro laboratorio, rendendosi disponibili per le riprese, per i racconti, per lavorare con noi sui suoni del loro mestiere.


E a Nottenera 2016 c’erano anche Damiano Massaccesi ed Enrico Moscoloni, eh si, proprio loro!!


Ph. Gloria Mancini

Ph. Gloria Mancini





I due giovani talenti che si sono aggiudicati il premio e la presenza a questa notte incentrata sui linguaggi contemporanei in quanto vincitori della call Incubatrice d’Arte promossa da Nottenera all’interno del progetto Tratti_ Tracciati tra territori.
Le due repliche di Savoir-Faire di Damiano Massaccesi hanno animato e fatto ridere piazza IV Novembre prima e il Chiostro di San Francesco poi; Enrico Mosconi, con la sua installazione Inharmonic Cycle: A Natural Routine Of The Human Harmony ha fatto rivivere il ciclo della natura tramite un sapiente e potente utilizzo di schermi, luci, sensori e suoni.

Sono nati in Frantoio anche i piccoli strumenti musicali suonati dai Bimbi-albero durante la parata guidata da Marco Tonini Bossi e Paolo Fornaroli: borsisti Tratti e volontari dello staff Nottenera hanno messo mano a vasetti di yogurt, budino, ricotta, bottiglie di plastica e tubi di cartone, li hanno riempiti di sassolini, noci, tappi di bottiglia, cucchiaini da gelato, lenticchie e ceci e li hanno decorati con nastri, cartoncini, colori, foglie e ramoscelli.



In questo modo i bimbi (e non solo), dopo essersi trasformati in alberi grazie alle maschere create durante il laboratorio Nottenera a cura di Giada Righetti, hanno potuto accompagnare i musicisti nella parata lungo il paese e diventarne parte integrante!

Settimane di creatività e di fervente preparazione, dunque, le ultime trascorse qui a Serra de’Conti col progetto Tratti e Nottenera!

Ed a breve la creatività tornerà protagonista, grazie al laboratorio per la realizzazione di installazioni con materiali degradabili di recupero a cura de La Muuf, promosso da Nottenera all’interno del progetto TRATTI, che partirà ufficialmente il 29 agosto.

Non mancate!!

4 TRATTI 
tratti.wordpress.com

sabato 16 luglio 2016

CALL: Ricordarmi degli ALBERI



Call

Sfogliando gli album di famiglia, ci troviamo spesso davanti a dei testimoni saggi e silenziosi: sono gli ALBERI, presenza generosa che ossigena e nutre la nostra esistenza.
Quali storie racconterebbero se potessero parlare?


Ricordarmi degli alberi

L’artista Giacomo Giovannetti invita gli abitanti di Serra de’ Conti e chiunque voglia rendere omaggio alla silenziosità dell’essenza arborea a condividere con il festival un proprio ricordo legato alla presenza di un albero. ALBERI è il tema di questa decima edizione di Nottenera.


Per prendere parte al processo creativo è sufficiente inviare la scansione (300 dpi) di una foto originale, cartacea, in cui compare un albero, accompagnata dalla breve storia di cui questo è stato testimone e dal luogo in cui l’albero si trova (si trovava).

È possibile inviare l’immagine e la storia fino a domenica 7 agosto:
via e-mail all’indirizzo upupa.colibri@gmail.com;
oppure:
portarle presso lo studio di Giacomo Giovannetti di Senigallia in via Fratelli Bandiera 56 o all’Ex Frantoio di Serra De’ Conti (aperto dal lunedì al sabato dalle 15 alle 20),
oppure:
spedirle via posta a Giacomo Giovannetti c/o Upupa & Colibrì via Fratelli Bandiera 56, 60019 Senigallia (An)


Le foto e le storie diverranno parte di un’istallazione che verrà presentata sabato 20 agosto 2016 all’interno di Nottenera festival trasformandosi in occasione poetica di scambio e condivisione: i visitatori riceveranno in dono alberi e storie di alberi e potranno scegliere di fare un’azione concreta di protezione degli alberi attraverso la collaborazione con Arbio, associazione che si occupa attivamente di proteggere la biodiversità della Foresta Amazzonica. http://www.arbioitalia.org/



Per ricordarci degli alberi.

martedì 12 luglio 2016

1X1=2! Moltiplicazioni Creative



“1x1=2! Moltiplicazioni creative è la nuova formula di sostegno a Nottenera!
Se ami i linguaggi contemporanei, la ricerca artistica o vuoi incoraggiare giovani talenti, puoi decidere di destinare la cifra che vorrai per sostenere direttamente un concerto, uno spettacolo, una mostra, un laboratorio, scegliendo all’interno della programmazione 2016.
Basterà scrivere ad amministrazione@nottenera.it  o chiamare la Sig.ra Michela Cavaterra al 333.3916343  per avere info più dettagliate e conoscere l’elenco degli artisti ospiti della decima edizione di Nottenera. A questa nuova operazione e alla generosità di chi aderirà sarà data comunicazione pubblica attraverso tutti canali di cui disponiamo (cartaceo, web , social), augurandoci che questa  buona pratica diventi sempre più diffusa negli anni a venire.

martedì 5 luglio 2016

CALL FOR STAFF '16 !!!





NOTTENERA TI CHIAMA!
Ti piacciono il teatro, le arti visive, la musica e il cinema d’animazione?
Vuoi scoprire in che modo un festival di arti contemporanee incontra e valorizza un territorio e le sue comunità?
Vuoi prenderti cura degli artisti e dei loro lavori?
Oppure preferisci aiutare l’organizzazione del festival?
In ogni caso conoscerai nuove persone e farai un’esperienza unica, non solo culturale, fuori dal quotidiano…vivrai una notte al buio accesa attorno all’arte!

ENTRA A FAR PARTE DELLO STAFF VOLONTARI !!
Nottenera festeggia il suo decimo compleanno indagando il tema ALBERI e proponendo il buio, la ricerca e la bellezza come strumenti di relazione e di festa dove i giovani talenti si esprimono assieme agli artisti già maturi. Trasformeremo il paese di Serra de’ Conti per accogliere, come sempre, la comunità numerosissima dei visitatori di una sola e unica notte!

COME E QUANDO ?!
Candidati entro lunedì 1 agosto inviando una mail con il tuo nome, cognome e numero telefonico all’indirizzo  
nottenerastaff@gmail.com oppure contattaci su facebook Nottenera come messaggio privato.

Disponibilità richiesta:
partecipazione a 3 incontri in preparazione del festival, disponibilità dalla tarda mattinata del 20 Agosto fino alla fine dell'evento .

Ti offriamo:
cena durante l’evento e 1 biglietto ingresso da regalare a chi vuoi!

giovedì 5 maggio 2016

Vincitori Nottenera Junior '16


Jacopo Carletti, classe I° F Scuola primaria “G. Leopardi"
Titolo: Questa Primavera è Bellissima!
 
Disegno esplosivo, di impatto immediato, dai colori squillanti e vibranti che generano uno spazio denso e molto emotivo. Jacopo ci porta a districarci tra differenti tipologie di ALBERI per altezza e per fronde. A guardar bene, oltre il ritmo dei tronchi in primo piano emerge un mondo di forme di vita allegre e colorate, in cui l’unica macchia azzurra uniforme è forse uno specchio d’acqua. Storditi da tanta vita, se per caso alziamo gli occhi al cielo inizia una festa di stratificazioni di colori tale che sembra di trovarci di fronte ad un panino gigante pieno di condimenti. E su tutto svetta un grande arcobaleno che suggella tanta gioia, ospitando la scritta “Questa Primavera Bellissima!” come fosse uno stendardo.



Serin Chihi, classe V° G Scuola primaria “G. Leopardi"
Titolo: L’albero: milioni di risorse!!

Il disegno di Serin propone un momento di gioco corale e armonico che coinvolge bimbi, animali, elementi della natura. La gioia si fa musicale e leggera grazie al soffio di un vento birichino che dona forme curve anche ai capelli. Sotto la protezione della fronda del grande ALBERO si crea una piccola comunità felice perché protetta. L’albero, dotato di cuore e salde radici, protegge tutti dai raggi di un sole potente che sbuca da un angolo con i suoi raggi seghettati. Serin, giocando su campiture di colori differenti, evidenzia con un immediato colpo d’occhio la zona che l’albero protegge dall’atmosfera circostante e sembra ci sia una cupola trasparente. Siamo chiamati a porre attenzione ad una miriade di particolari resi con realismo e naturalezza: quanti giochi ci sono da scoprire! Il divertimento è assicurato!


 
Lorenzo Cerioni, classe II° G Scuola primaria “G. Leopardi”
Titolo: Gli alberi non si tagliano
 
Nel disegno di Lorenzo immediatamente si legge un rapporto non facile tra gli ALBERI e gli esseri umani. Il bosco, come fosse una città, ospita elementi segnaletici con evidenti divieti e ci vuole poco a capire a chi si rivolgono! I pochi uomini presenti, dai volti poco leggibili, sono tutti armati di accette e sono presentati in posizioni ambigue: non sapremo mai cosa decideranno di fare! Aggrediranno i possenti amici alberi o si fermeranno a pensare che sono una forma di vita straordinaria e vanno rispettati? Ne possiamo ammirare la bellezza delle diverse fronde, alcune delle quali sono frutto di intrecci di rami, altre hanno foglie che vorticano in cerchio, altre ancora sono fatte da foglie allineate. Non manca poi una luminosa sorpresa, delle stesso colore del sole: le radici tentacolari come meduse. Dobbiamo ancora scoprire molto degli ALBERI!

Da premiare assieme:


Gianluca Ferro e Sara Capitanelli, classe I° D Scuola secondaria di I° grado “C. Cagli”

I lavori di Sara e Gianluca sono entrambi tavole tattili piene di fascino che mostrano un lavoro paziente, meticoloso, sorprendente. Grande interesse è rivolto alla struttura degli ALBERI che vengono indagati e riprodotti con accanimento creativo. Con pazienza si sono scoperte le proprietà dei pochi materiali scelti di uso quotidiano, che sono stati trasformati in segmenti colorati di varie dimensioni e spessori, in morbidi filati intrecciati o in nodi di carta pizzicata e assemblata.
Gianluca riempie lo spazio nero del supporto cartaceo generando una texture invadente e armonica, quasi labirintica, giocata su un asse centrale e su numerose linee di varia natura.
Sara propone una diversa matericità data da carta manipolata, che nel tronco rivela ancora la sua origine di giornale mentre nella fronda incontra il colore per dar vita a zone brillanti e digradanti che rivelano un gioco di luce di raro fascino.
Entrambi i lavori ci ricordano la forza nobilitante della creatività che è in grado di dar valore a materiali semplici o di riciclo!

Menzioni speciali:



Marco Priori, classe II°F Scuola primaria “G. Leopardi”
Titolo: Gli Uomini Albero

Menzione speciale per l’originalità del soggetto proposto.
Gli alberi sono presentati come esseri umani ben piantati a terra, sorridenti e dalle chiome folte, foltissime e così larghe da doverle sorreggere con le braccia-rami come fossero un cappello.
I raggi luminosi di un sole dirompente sono fasci potenti che squarciano il cielo ma si fermano sul sottile strato di erbetta che fa da gonna agli uomini albero e segna il limite tra il sopra e il sotto.
Affascinante è il gioco della terra del sottosuolo che sembra un mare da cui si è bagnati, da cui si è nutriti, da cui emergere pieni di bella energia!



Eva Rossi, classe V° G Scuola primaria “G. Leopardi”
Titolo: Albero Nuvola di colori

Il lavoro di Eva si distingue tra i tantissimi disegni pervenuti perché sceglie di raccontarci gli alberi in modo molto diverso e originale. Gli ALBERI sono tronchi e fronde spogli, accostati in modo fitto fitto l’uno all’altro e si distinguono come fasci di colore delicati che disegnano una tavola quasi informale. A guardarlo nell’ insieme, c’è una bellissimo dialogo tra colori: pare di guardare un tessuto dai toni caldi, accoglienti, rilassanti e pare che quella materia sia leggera, intrecciata all’aria nei suoi filamenti. Proprio una nuvola di colori dove nemmeno un uomo può entrare!